Sterlina a minimi sostiene borsa Londra: ma investitori Usa non guadagnano niente. Anzi
Sul forex anche oggi si mette in evidenza il calo della sterlina, che continua a scontare i timori sulla prospettiva di una Brexit che comporterà un netto divorzio del Regno Unito dall’Unione europea.
Si parla ormai nella stampa britannica di una “hard Brexit”.
La sterlina scende al nuovo minimo in 31 anni e buca anche il minimo a cui era scivolata nei giorni immediatamente successivi al referendum. Nei minimi intraday, crolla fino a $1,2747, il livello piĂą basso dal 1985.
Da segnalare che la sterlina è capitolata del 14% nei confronti del dollaro dal giorno del referendum dello scorso 23 giugno.

Il calo della sterlina continua nel frattempo a sostenere l’azionario del Regno Unito, con l’indice di riferimento Ftse 100 che ha superato la soglia di 7.000 punti per la prima volta in 16 mesi.
Tuttavia, come fa notare il secondo grafico di Bloomberg, proprio il crollo della sterlina implica che i potenziali investitori Usa nell’indice non riceverebbero nulla in cambio del balzo della borsa londinese.
Il Ftse 100 è salito di ben il 13% quest’anno in sterlina, ma è sceso di quasi il 2% in termini di dollari, sottoperformando al ritmo più forte dalla crisi finanziaria globale.
Gli investitori che hanno in portafoglio azioni UK in dollari hanno sofferto le perdite in modo molto piĂą sostenuto rispetto agli investitori britannici e il principale ETF Usa che monitora il trend del Ftse 100 ha assistito a flussi in uscita in quasi ogni mese del 2016. Dal giorno della Brexit, il Ftse 100 ha guadagnato il 12% in sterline, cedendo quasi il 4% in dollari.

Il cambio euro-dollaro cede -0,51% a $1,1154; il dollaro sale nei confronti dello yen dello 0,65% a JPY 102,31; la sterlina cede ora contro il dollaro lo 0,74%, a $1,2747; rapporto euro-sterlina +0,24% a GBP 0,8751. Euro-yen +0,18%, a JPY 114,16. Euro-franco svizzero +0,16% a CHF 1,0933.
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