State Street, fiducia degli investitori globali in aumento a marzo
Migliora la fiducia degli investitori su scala globale, con l’Europa in controtendenza. Lo attesta il sondaggio State Street di marzo: l’Investor Confidence Index infatti ha guadagnato 0,4 punti a 71,3 con un incremento più deciso della media globale in Nord America (da 66,2 a 68,3 punti). In Europa l’indice ha riportato un calo pari a 7,8 punti, a quota 88,4, mentre in Asia l’Ici si è attestato a 100 punti, con un incremento di 3,6 punti.
“Gli investitori continuano ad affrontare crescenti rischi politici, tra cui la possibilità di un’“hard Brexit”, l’interruzione dei negoziati commerciali tra Usa e Cina, e l’eventuale vittoria dei populisti alla prossime elezioni europee a maggio. Sembra che l’aumento dell’incertezza stia causando un calo della propensione al rischio degli investitori nordamericani ed europei”, ha dichiarato Kenneth Froot di State Street Associates, divisione di servizi di ricerca e consulenza di State Street Global Exchange. (…) La fiducia degli investitori è ulteriormente diminuita in Europa a causa del continuo deterioramento delle notizie sui fondamentali“, ha commentato Michael Metcalfe, senior managing director e responsabile Global Macro Strategy, State Street Global Markets.
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Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle tensioni tra USA e Iran e delle vendite nel settore tecnologico. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende per la settima sessione consecutiva. Alibaba e altre piattaforme tecnologiche sono sotto esame per pubblicità ingannevoli legate al Festival dello shopping ‘618’.
La Borsa di Tokyo ha chiuso piatta dopo una sessione mattutina volatile, segnata dalle tensioni tra Usa e Iran e dall’aumento dei prezzi del petrolio. L’indice Nikkei ha recuperato, chiudendo in lieve rialzo, mentre il Topix ha registrato una leggera flessione.
Sotto la lente i numeri trimestrali di Oracle, ma soprattutto i piani spesa per AI
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