Sorpresa: il Pil italiano è aumentato più del previsto
Il Pil italiano è cresciuto più di quanto ci si aspettava a inizio anno. Nel primo trimestre del 2017, infatti, è salito dello 0,4 % rispetto ai tre mesi precedenti. Le stime preliminari dell’Istat dello scorso 16 maggio avevano ipotizzato un aumento congiunturale del Pil dello 0,2% e uno tendenziale dello 0,8%.
Rispetto invece al primo trimestre del 2016, il prodotto interno lordo (Pil) è aumentato dell’1,2%. Il dato tendenziale risulta essere il più elevato mai registrato dal quarto trimestre del 2010. I numeri danno ragione al governo e alle stime contenuto nel Documento di economia e finanza. Detto questo, si tratta comunque di una variazione che rimane modesta.
“Un dato incoraggiante“, lo ha definito Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, “considerato che non si verificava un rialzo così consistente da oltre 6 anni. Le stime contenute nel Def, anche se non sono relative al Pil corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato reso noto oggi, sono ora credibili e raggiungibili”.
Breaking news
A luglio, il settore manifatturiero e dei servizi del Regno Unito ha registrato un aumento degli indici PMI, secondo i dati preliminari di S&P Global. L’indice PMI manifatturiero ha raggiunto 52,8, mentre quello dei servizi è salito a 51,8.
Il Nikkei chiude in ribasso del 2,73% a causa del calo delle azioni Alphabet, alimentando timori sugli investimenti in intelligenza artificiale. Nonostante la perdita settimanale, l’indice ha guadagnato lo 0,7% rispetto alla settimana precedente. Il Topix scende dell’1,05%, mentre il Nikkei ha subito un calo dell’8% mensile, influenzato dal KOSPI sudcoreano e dal settore tecnologico.
Gli Stati Uniti impongono dazi tra il 10% e il 12,5% su importazioni da 60 economie, dopo un’indagine sulle pratiche di lavoro forzato nelle catene di fornitura. I prodotti di Messico, Regno Unito, Canada e India subiranno tariffe al 10%, mentre quelli dell’Unione Europea, Taiwan, Giappone, Svizzera e Corea del Sud saranno colpiti fino al 12,5%. Le nuove tariffe entreranno in vigore a partire dalle 12:01 ora di New York, con alcune esenzioni per merci già in transito.
Volkswagen ha rivisto al ribasso le sue aspettative di fatturato per l’anno, prevedendo un calo fino al 3%. La casa automobilistica affronta difficoltà in Cina, dove i produttori locali dominano il mercato dei veicoli elettrici. Nonostante il calo del 37% nelle consegne di gruppo in Cina nei tre mesi fino a giugno, Volkswagen prevede un miglioramento dei profitti nella seconda metà dell’anno, sostenuto dalla domanda dei nuovi modelli compatti elettrici.