Sondaggio, americani contro Trump ai massimi storici
L’indice di disapprovazione del presidente Donald Trump ha raggiunto i nuovi massimi storici, sulla scia dei nuovi scandali sul caso Russiagate e dello shutdown più lungo della moderna storia Usa. Il sondaggio, condotto da Politico/Morning Consult mostra che il 57% degli americani non approvano la politica di Donald Trump. In più il 54% degli intervistati incolpa i Repubblicani e Trump per lo shutdown in corso, mentre solo il 35% accusa i Democratici (che non intendono appoggiare in parlamento le spese necessarie alla costruzione del muro al confine col Messico).
“Mentre lo shutdown del governo entra nel suo secondo mese, il presidente Trump continua a gettare la maggior parte della colpa sugli elettori per la situazione di stallo”, ha dichiarato Tyler Sinclair, vice presidente di Morning Consult, “nel sondaggio di questa settimana, quasi la metà degli elettori (49%) afferma che il presidente è responsabile, in rialzo di 6 punti rispetto all’inizio dello shutdown. Allo stesso tempo, il 35% degli elettori dà la colpa ai Democratici al Congresso, in aumento di 4 punti, mentre il 4% degli elettori incolpa i Repubblicani del Congresso, in calo di 3 punti”.
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L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.
La Borsa di Tokyo ha registrato un calo, influenzata dalle tensioni in Medio Oriente e dalle previsioni deludenti di Broadcom. Il settore tecnologico, in particolare i titoli dei chip, ha subito una forte pressione, trascinando l’indice Nikkei in ribasso. Gli investitori mostrano cautela riguardo alla stabilità del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Dati economici misti sul Giappone aggiungono ulteriori incertezze sul mercato.