Sondaggi: PD e M5S fanno il vuoto, sale al 29% la fiducia nel governo
Sale la fiducia degli italiani nel governo guidato da Matteo Renzi: dal 28% di gradimento della scorsa settimana si è passati all’attuale 29%. E’ quanto emerge dal sondaggio Agorà-Ixè sencondo il quale resta stabile invece l’apprezzamento per il premier, sempre al 31%. Il leader politico più gradito, e in crescita nei sondaggi, resta il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che registra il 50% (+1).
Stabili, come il premier, Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia) al 21% e Beppe Grillo (MoVimento 5 Stelle) al 20%. Scendono Di Maio, sempre M5S, dal 18 al 17% e Salvini (Lega Nord), dal 18 al 17%. In calo anche Stefano Parisi, mentre stabili sono Silvio Berlusconi, Angelino Alfano, Enrico Zanetti. Nelle intenzioni di voto, rispetto alla scorsa settimana salgono PD (+0,2%) e M5S (+0,1%) insieme a FdI (+0,4%) mentre calano Lega Nord (-0,3%) e Forza Italia (-0,2%). Scendono anche Sinistra Italiana (-0,3%) e AP (-0,1%).
Breaking news
STM annuncia ricavi netti di 3,49 miliardi di dollari nel secondo trimestre 2026, con un margine lordo del 34,8%. Il reddito operativo raggiunge i 187 milioni di dollari. Le previsioni per il terzo trimestre indicano un aumento dei ricavi a 3,70 miliardi di dollari e un margine lordo del 37%.
Apertura contrastata a Wall Street. Oggi, all’avvio delle contrattazioni, il Dow Jones Industrial Average ha segnato +0,46%, mentre il Nasdaq Composite ha perso 65,06 punti, pari allo 0,25%, a 25.772,14. Apertura lievemente in positivo per lo S&P 500, in aumento dello 0,03%.
Nella settimana del 17 luglio, le richieste di mutuo negli Stati Uniti hanno registrato un incremento dell’1,9%, secondo la Mortgage Bankers Association. Nonostante il calo del 2,4% nelle richieste di rifinanziamento, le nuove domande sono aumentate dello 0,5%, mentre i tassi sui mutui trentennali sono saliti al 6,69%.
Eni ha acquisito oltre 4,6 milioni di azioni proprie sul mercato Euronext Milan, rappresentando lo 0,15% del capitale sociale. Questo fa parte della seconda tranche del programma di buyback, volto a offrire un rendimento aggiuntivo agli azionisti oltre ai dividendi. Con l’acquisto, Eni possiede ora il 4,16% delle azioni proprie.