Slitta la riforma del catasto, esultano associazioni di categoria
Non ci sarà la temuta riforma del catasto nel Def 2017, che slitta dunque alla prossima legislatura. Lo ha confermato, parlando al Workshop Ambrosetti in corso a Cernobbio, il vice ministro dell’Economia Morando, il quale ha spiegato che quella del catasto “è una riforma che va promessa in campagna elettorale e se si vincono le elezioni va realizzata nel primo anno di governo per dimostrare che non ci sarà un aumento della pressione fiscale. Quello che possiamo fare ora – ha aggiunto – è rinnovare la delega che andrà esercitata dopo le elezioni”.
Positive le reazioni della associazioni di categoria al riguardo. Per il vicepresidente di Unimpresa, Claudio Pucci:
“Evitata una stangata fiscale sulle famiglie e una botta ai consumi. Accogliamo con favore e pure con un sospiro di sollievo il rinvio alla riforma del catasto che sembrava dover arrivare insieme col prossimo Documento di economia e finanza. Per la revisione degli estimi, nelle intenzioni della riforma, si parla di saldo zero e gettito invariato, ma il passaggio dai metri quadri ai vani cosi come l’adeguamento ai valori di mercato avrebbe comportato una sicura impennata del prelievo tributario a carico dei cittadini e delle imprese”.
Le dichiarazioni di Morando sono state accolte con favore anche da Confedilizia. In particolare, il presidente Giorgio Spaziani Testa ha così commentato:
“Accogliamo con soddisfazione la conferma, da parte del viceministro Morando, del fatto che la riforma del catasto non verrà attuata nella legislatura in corso. Lo avevamo ripetutamente chiesto negli scorsi giorni, rilevando come un intervento così delicato non possa essere realizzato in una fase di instabilità politica e, comunque, a ridosso del rinnovo del Parlamento. Peraltro, riteniamo che in questa fase non debba porsi mano neppure al nuovo varo della delega scaduta, che è parte integrante della riforma e la cui approvazione non farebbe che determinare confusione nei proprietari”.
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