Senza deficit competitivi, Italia sarebbe la prima manifattura europea
Il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, difende l’eccellenza del settore industriale italiano e invita a rimuovere gli ostacoli che ne penalizzano la competitività. “L’Italia è il secondo Paese industriale europeo, alle spalle della Germania” afferma Boccia dall’assemblea degli industriali canavesani, “Ma potremmo essere il primo se venissero eliminati i deficit competitivi. E non tutti, basterebbe eliminare i principali”. Secondo Boccia tali deficit competitivi si raggiungono tramite politiche economiche in grado di aumentare la produttività agendo dal lato dell’offerta piuttosto che da quello della domanda. Il circolo virtuoso di cui parla Boccia, partendo alla competitività delle aziende, si traduce, poi, in più occupazione e salari maggiori. Toccando anche il tema Brexit, Boccia ha parlato del rischio che il Regno Unito possa togliersi velocemente d’impaccio attraverso la svalutazione della sterlina e un alleggerimento fiscale: “L’Europa non può continuare ad attendere, se no rischia di perdere anche ciò che vuol difendere”.
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Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.