Segnali di riappacificazione tra Usa e Messico: Trump e Slim a cena insieme
Negli ultimi giorni della sua agguerrita campagna elettorale, Donald Trump ha attaccato uno degli uomini più ricchi al mondo, il messicano Carlos Slim, accusandolo di aver cospirato contro la sua candidatura alla presidenza degli Stati Uniti. Ora che è diventato il 45esimo inquilino della Casa Bianca della storia, Trump ha cenato con Slim e ha descritto la serata a Palm Beach, in Florida, come “una cena deliziosa con un uomo magnifico”.
Il gesto pacifico potrebbe segnalare un riavvicinamento tra Trump e le élite politiche e aziendali del Messico, una categoria vessata dal magnate immobiliare in campagna elettorale. Un rappresentante dello staff di Trump si è anche recato in visita a Città del Messico di recente, un ulteriore segnale del fatto che Trump potrebbe ripensarci e non mandare più all’aria come aveva promesso l’accordo di libero commercio del NAFTA.
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Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play