Sciolta Banca internazionale per l’Africa in Congo: correntisti tremano

14 Novembre 2016, di Daniele Chicca

Dopo lo scioglimento della Banca internazionale per l’Africa in Congo (Biac), a rassicurare i correntisti impauriti ci ha pensato il gruppo di azionisti, il quale ha ribadito in un comunicato che la decisione di chiudere l’istituto viene proprio dalla necessità di “garantire gli interessi dei risparmiatori, del personale e dei creditori della banca”.

La banca Centrale del Congo (Bcc) è chiamata a nominare un liquidatore che possa gestire la vendita dei beni della Biac per dare a tutti i correntisti i soldi che spettano loro. Con una misura straordinaria, il dissolvimento della banca è stato comunicato dal board della Biac il 4 novembre scorso. I problemi principali della Biac riguardano la carenza di liquidità che non consentiva di fare fronte alle richieste di tutti i risparmiatori e correntisti.

L’istituto di credito, il terzo più grande del Congo, era stato sottoposto ad amministrazione controllata a maggio. Così facendo la Banca centrale del paese africano sperava che si potesse trovare una soluzione alla crisi. La stessa Bcc ha criticato la scelta dell’istituto, segnalando che in regime di amministrazione controllata lo scioglimento non è permesso e facendo sapere che un investitore cinese sarebbe pronto a investire una somma di denaro consistente per salvare la banca.