Schroders: difficile Bce centri target inflazione, deve fare di più
Le recenti mosse di politica monetaria della Banca centrale europea hanno “rafforzato il sostegno già presente ai mercati degli asset rischiosi”, ma in merito agli effetti concreti sull’economia, non è affatto scontato che venga raggiunti gli obiettivi annunciati. E’ questa l’opinione di Gareth Isaac, gestore per la divisione a reddito fisso di Shroders.
“Ci sono pochi dubbi che gli ultimi passi fatti dal presidente della Bce, Mario Draghi, siano positivi per i mercati finanziari”, afferma Isaac, in particolare il piano di acquisti (che include le obbligazioni corporate investment grade) tende a indirizzare gli investitori verso attività più remunerative, visto che “la Bce sta indirizzando al ribasso il costo del rischio, in modo più diretto”.
“A nostro avviso, la probabilità che la Bce raggiunga il target dell’inflazione vicina al 2%, anche su un orizzonte quinquennale, è bassa”, aggiunge Isaac. Infatti, la crescita economica non sembra sostenere una ripresa significativa dei prezzi, data l’elevata discrepanza tra il Pil e il Pil potenziale (il cosiddetto output gap). “La crescita economica, attualmente stimata attorno all’1,4% nel 2016, è insufficiente per colmare velocemente l’output gap” prosegue Isaac, “La Bce, a nostro avviso, dovrà fare di più”.
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Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.