Scandalo Volkswagen: guai infiniti, nuova indagine dalla California

26 Novembre 2015, di Alessandra Caparello

WOLFSBURG (WSI) – Un’altra batosta per Volkswagen, al centro dello scandalo dieselgate, questa volta arriva dalla CARB, la California Air Resources Board, l’agenzia dello Stato della California preposta a fissare standard sulle emissioni inquinanti.

La stessa autorità ha notificato alla casa di Wolfsburg e alle divisioni Audi e Porsche la violazione di norme ambientali statali. Entro 45 giorni l’azienda automobilista tedesca dovrà presentare un piano per adeguare i veicoli con motori diesel da 3 litri che inquinano più del dovuto e poi nei successivi 20 giorni le autorità californiane dovranno decidere se accettare o meno quel piano o richiedere eventuali modifiche.

Un’indagine formale quella aperta dalla Carb, che riguarda Volkswagen ma anche Audi e Porsche e conta 15-16mila auto fuori regola, in particolare i modelli 2014-2016 di Audi A6, A7, A78 e Q5, il Suv Touareg della Volkswagen e l’Audi Q7, modelli 2009-2016 e le Porsche Cayenne in produzione tra il 2013 e il 2016. Una nuova tegola quindi sulla casa automobilistica made in Germany che arriva all’indomani della presentazione da parte della Volkswagen di un piano tecnico per rendere circa 9 milioni di auto conformi alle norme europee sulle emissioni.

“La decisione presa dalla Carb è il risultato dell’ammissione di funzionari dell’Audi produttori di tutti i motori coinvolti, che i veicoli contengono tre Aecd, ossia auxiliary emissions control device, la cui esistenza non era stata menzionata”.

Tuttavia la stessa agenzia californiana ha sottolineato che l’utilizzo degli Aecd di per sé non è illegale perché protegge il motore in caso di guida estrema; detto questo, il produttore di auto è obbligato a renderlo noto ai regolatori affinchè il dispositivo possa così considerarsi legale, cosa che Audi, per ammissione dei suoi stessi funzionari, non avrebbe fatto. Da ciò sarebbe scattata la violazione e di conseguenza l’indagine della Carb.

Anche se da Audi tutto era atteso, come ha sottolineato un portavoce dell’azienda automobilistica al Wall Street Journal.

“Intendiamo lavorare pienamente alle soluzioni da presentare ai regolatori entro la tempistica richiesta. Prendiamo la cosa molto seriamente e trattiamo le risposte all’agenzia come una responsabilità solenne“.

Intanto l’indagine avviata dall’Epa, l’agenzia per la protezione ambientale americana che a metà settembre ha fatto partire lo scandalo dieselgate, continua e starebbe valutando le opzioni da mettere contro la Volkswagen in merito ai motori da 3 litri.