Sanzioni Russia, Turchia rischia grosso. L’appello contro le sanzioni
Le sanzioni economiche della Russia inflitte alla Turchia creeranno gravi danni ad entrambi i Paesi e devono essere rimosse al più presto: è questa l’opinione del ministro degli Esteri turco Mevlüt Çavuşoğlu:
“Nell’interesse dei nostri Paesi e del loro futuro, pensiamo che sia appropriato rivedere le misure e cancellarle immediatamente. Altrimenti, le sanzioni impatteranno direttamente le economie dei due Paesi e condurranno a conseguenze negative sia per i russi sia per i turchi”.
In seguito all’abbattimento del caccia russo sul confine siriano-turco lo scorso 24 novembre, che è e costato la vita a un pilota, le relazioni fra Mosca e Ankara si gravemente deteriorate, anche per l’accusa da parte del presidente russo Vladimir Putin, secondo cui la Turchia acquisterebbe il petrolio dall’Isis.
Arrivano inoltre le previsioni della Bers (Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo), che specifica che le misure di embargo economiche imposte dalla Russia sottrarranno alla crescita economica turca del 2016 tra 0,3 e 0,7 punti percentuali e che l’impatto più forte sarà sofferto dal settore del turismo.
E il vice premier turco, responsabile dell’Economia Mehmet Simsek.
“Nel peggiore dei casi parliamo di 9 miliardi di dollari”.
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Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.