Ryanair: concorrenza mette ko utili netti annuali, in calo del 30%
Flessione a due cifre per gli utili netti di Ryanair, che ha chiuso l’anno fiscale 2018-2019 (al 31 marzo 2019) con un risultato a 1,02 miliardi di euro, in calo del 29% rispetto all’anno precedente a fronte di ricavi in aumento del 6% a 7,56 miliardi di euro. Crolla il titolo, che nelle prime battute perde il 5%.
Lo ha reso noto la compagnia aerea low cost che ha spiegato la flessione con il calo del prezzo dei biglietti in un contesto di concorrenza. Per l’anno in corso (2019-2020), Ryanair si dice “cauta” in termini di previsioni e stima un leggero calo dell’utile netto, che dovrebbe attestarsi all’interno di una forchetta compresa tra 750 e 950 milioni di euro. Il gruppo ha anche annunciato l’avvio di un piano di buy back pari a 700 milioni di euro.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo