Regno Unito: segnali preoccupanti da manifatturiero e produzione industriale
L’attività manifatturiera del Regno Unito ha subito una contrazione molto più pronunciata del previsto nel mese di febbraio: -1,1%, a fronte di un consenso degli analisti Reuters che prefigurava un -0,2%. La produzione industriale nel complesso è risultata, anch’essa, in flessione dello 0,3%, contro una previsione che si attestava a -0,1%.
Le variazioni su base annuale sono negative dell’1,8%, per quanto rigurda l’attività manifatturiera (il più grosso calo dal luglio 2013), e dello 0,5% relativamente alla produzione industriale.
Questi dati confermano il trend di rallentamento dell’economia britannica, all’ordine del giorno già da qualche tempo.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.