Rallenta crescita attività manifatturiera del Regno Unito, sterlina boomerang
Nonostante la debolezza della sterlina stia sostenendo l’export del Regno Unito, nel mese di novembre l’attività manifatturiera del paese ha sofferto un rallentamento. E’ quanto emerge dall’indice Pmi manifatturiero, sceso da 54,4 punti di ottobre a 53,4 punti.
Nel commentare il trend della sterlina sul mercato del forex – il deprezzamento è iniziato con il referendum sulla Brexit – Markit, la società che stila l’indice, ha fatto notare che, se da un lato sostiene le esportazioni, dall’altro lato l’indebolimento della valuta rende più costose le importazioni. Questo il commento di Markit:
“Gli effetti della sterlina debole hanno continuato a essere positivi per l’attività manifatturiera nel mese di novembre. Guardando al lato positivo, il sostegno dato alle esportazioni si è tradotto in un aumento di nuovi ordini dall’estero. Le aziende (UK) hanno assistito a un miglioramento della domanda dagli Usa, dall’Europa e dal Medio Oriente. L’impatto negativo del tasso di cambio si è fatto sentire sui costi. I prezzi di acquisto, in media, sono saliti a un ritmo simile a quello di ottobre, dunque vicino al record in quasi sei anni e ancora a uno dei ritmi più veloci della storia dell’indice”.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.