Prysmian: consegnata nave posacavi da record Leonardo da Vinci
Prysmian ha annunciato la consegna della nave da record Leonardo da Vinci. Un asset unico che va ad aggiungersi all’attuale flotta di navi posacavi all’avanguardia del gruppo, che permetterà un’esecuzione più efficiente e sostenibile dei progetti a livello internazionale per lo sviluppo di reti elettriche smart e green, supportando la transizione energetica. La Leonardo da Vinci farà base ad Arco Felice, centro all’avanguardia del Gruppo dal 1960 per la realizzazione di cavi sottomarini impiegati nelle interconnessioni sottomarine in tutto il mondo. Con l’obiettivo di offrire ai clienti un’eccellenza manufatturiera all’avanguardia per lo sviluppo di infrastrutture di reti elettriche a supporto della transizione energetica, Prysmian Group ha deciso di investire ulteriormente nel suo centro di punta, con un progetto di innovazione dal valore di €75 milioni da completare entro il 2022.
“La Leonardo da Vinci è la nave posacavi più efficiente al mondo e d’ora in avanti sosterrà le prospettive a lungo termine del Gruppo nel settore delle installazioni in cavo sottomarino, rappresentando una soluzione rivoluzionaria per rafforzare la nostra leadership nei mercati delle interconnessioni e dei parchi eolici offshore”, ha dichiarato Valerio Battista, CEO di Prysmian Group.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo