Prometeia taglia le stime sul Pil italiano allo 0,7%
L’istituto Prometeia ha ridotto le stime sul Pil italiano per il 2016 dallo 0,8 allo 0,7% e dallo 0,9 allo 0,8% per l’anno prossimo. “In un contesto globale sempre più incerto, molte economie, tra cui Italia, Usa e Germania, potrebbero andare incontro a periodi di crescita senza produttività”, ha scritto Prometeia, aggiungendo che “un eventuale esito negativo” del referendum costituzionale “potrebbe avere ripercussioni sulla stabilità del Governo e mettere in discussione l’agenda delle riforme”.
Prometeia, poi, evidenzia le difficoltà cui debbono fare fronte le banche centrali, che “sono divise tra di loro e al loro interno: avviare la normalizzazione dei tassi di interesse nonostante gli obiettivi enunciati non siano stati ancora raggiunti? Il tema sottostante è la percezione che le politiche monetarie, lasciate nella loro solitudine, abbiano ormai il fiato corto. La Bce stenta a trovare un modo praticabile per rafforzare ulteriormente la politica espansiva. La Bank of Japan sembra procedere a zig-zag. La Fed non potrà che rialzare i tassi entro l’anno per non perdere totalmente di credibilità. La BoE ha riallargato la politica monetaria e sembra ritrovarsi un Governo collaborativo nel rivedere i piani di restrizioni fiscali precedenti”.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.