Produzione industriale Usa fiacca, manifatturiero non dà segni di ripresa
La produzione industriale è leggermente aumentata a settembre negli Stati Uniti. I prodotti nel settore delle costruzioni hanno fatto meglio di altre componenti, ma in generale non sono arrivati segnali di una chiara e uniforme ripresa in un comparto manifatturiero sempre in difficoltà. Anzi, al contrario i dati non fanno che alimentare i dubbi sulla fragilità del secondario della prima economia al mondo.
La Federal Reserve ha fatto sapere che la crescita dell’output è stata dello 0,1% il mese scorso, a fronte della contrazione dello 0,5% (dato rivisto) del mese di agosto. Rispetto a un anno fa il risultato è di più dell’1% peggiore in settembre e del -1,34% rispetto ad agosto 2015. Pesa la combinazione deleteria di economia in rallentamento e dollaro forte.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo