Powell si riscopre colomba, smentisce quanto detto due giorni fa sull’inflazione
Un aiuto ai mercati arriva da Jerome Powell, che nel suo secondo intervento al Congresso da presidente della Fed smentisce in parte quanto dichiarato martedì sul tema dell’inflazione. Dopo aver espresso ottimismo sulla traiettoria di economia e salari due giorni fa, oggi il numero uno della Fed ha detto che “non ci sono prove evidenti di un incremento deciso dei salari” e che possono anche esserci ulteriori miglioramenti nel mercato del lavoro senza provocare per questo un surriscaldamento dei prezzi al consumo. Dopo tali dichiarazioni inattese, i mercati azionari hanno preso fiducia e Wall Street ha girato in positivo. L’indice S&P 500 ora guadagna lo 0,02%, il Nasdaq è piatto mentre il Dow Jones fa segnare un +0,09%.

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Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unitĂ rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play