Populismo all’attacco in Europa. Così l’euro toccherà la parità con il dollaro
Rimane ingessato nella seduta odierna il rapporto euro-dollaro. Bilal Hafeez, responsabile globale della divisione di strategia sul forexG10 di Nomura, ritiene che la forza del dollaro continuerà nei prossimi mesi, soprattutto nei confronti dell’euro.
“Riteniamo, considerando il calendario delle elezioni nel corso dei prossimi tre-sei mesi, che toccherà all’Europa far fronte alle ondate populistiche e ai movimenti anti-establishment”.
Di conseguenza lo strategist ritiene che il rapporto euro-dollaro possa anche raggiungere la parità nell’arco dei prossimi 6-12 mesi, mentre per la fine dell’anno 2016 individua un target a $1,05.
Intanto, come mostra il grafico, l’euro è sul filo di $1,09.

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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo