Pmi Eurozona, bene i servizi in Germania ma manifatturiero fiacco
Dopo la Francia è stata la volta della Germania, il cui Pmi ha offerto un quadro contrastato per la locomotiva economica dell’area euro. Se da un lato il settore dei servizi è volato a marzo, il manifatturiero ha accusato un marginale rallentamento.
Il Pmi manifatturiero si è infatti attestato a quota 50,4, in calo dal 50,5 di febbraio. Un livello superiore ai 50 punti indica comunque un’espansione dell’attività. Le notizie positive sono invece arrivate dal terziario, con il Pmi dei servizi che ha registrato un miglioramento a 55,5 punti dai 55,3 del mese precedente, issandosi ai massimi di tre mesi. L’indice composito è rimasto invariato a 54,1 punti.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.