Pil 2017: Fitch alza stime sull’Italia, crescita più forte dal 2010
Buone notizie per l’economia italiana: dopo che l’Istat ha fatto sapere che le aspettative di crescita per i prossimi mesi appaiono favorevoli, Fitch ha alzato le sue stime per l’anno in corso. L’agenzia di rating stima che il Pil si espanderà dell’1,4% nel 2017 e non più dell’1,2% come previsto a giugno. Nel 2018 l’espansione dell’attività dovrebbe essere dell’1,1% (e non più dell’1%).
Fitch nota come la crescita attesa per quest’anno, rivista in meglio sulla base di un attesa di espansione dello 0,5% nel terzo trimestre, “sarebbe la più forte dal 2010“. Stando alle statistiche dell’Istat nel secondo trimestre ha visto un incremento del Pil su base annuale dell’1,5%, un quadro congiunturale che è coerente con le stime del governo per il 2017.
Secondo l’agenzia di rating americana “la crescita degli investimenti ha beneficiato degli incentivi fiscali” mentre “è probabile che la crescita dei consumi sia limitata dal declino della crescita reale dei salari”. L’export, la cui ripresa è stata favorita dai paesi esterni all’Eurozona, potrebbe risentire del rallentamento in Cina e del rafforzamento dell’euro.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.