Pfizer: scoppia polemica per fusione tra Viagra e Botox
L’affare da 160 miliardi di dollari fra i giganti dell’industria farmaceutica farà sì che “i contribuenti americani saranno gli unici a pagarne le conseguenze”: a dirlo è Hillary Clinton, capofila della protesta politica seguita all’accordo. Come previsto, lo spostamento della sede legale in Irlanda da parte della Pfizer, in seguito all’annunciata fusione con la Allergan, sta arroventando le polemiche negli Stati Uniti.
La società, basata a New York, passerebbe al ben più amichevole trattamento fiscale irlandese, sottraendo così ingenti risorse al fisco statunitense: un altro caso di Tax Inversion che le autorità di politica americana promettono di contrastare. Così Hillary Clinton:
“Non possiamo tardare nel reprimere più severamente le inversioni fiscali che erodono le nostre entrate tributarie”.
Non è molto diversa l’opinione del competitor repubblicano, Donald Trump, che ha definito “disgustoso” il deal tra Pfizer, produttrice del Viagra, e Allergan, madre del Botox, rincarando la dose sulla politica che “dovrebbe vergognarsi” per averlo permesso. Anche se nessun commento ufficiale è pervenuto dalla Casa Bianca, sembra che le cose si stiano muovendo affinché in futuro siano evitate Tax Inversion di questa portata. Lo fa sapere un portavoce che, in via informale, ha affermato che il Congresso prenderà provvedimenti al più presto.
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L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
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