12:45 martedì 8 Marzo 2016

Petrolio, tutto come previsto: la corsa si è già interrotta

Complici le ultime informazioni sulla domanda proveniente dalla Cina e sulle scorte nel principale hub degli Stati Uniti, a Cushing in Oklahoma, i prezzi del petrolio si sono resi protagonisti di una bella rimonta nelle ultime sedute. Ieri le quotazioni dell’oro nero hanno fatto un balzo a un certo punto anche superiore al +5% dopo che l’Ecuador ha riferito che avrebbe organizzato un vertice con gli altri produttori di greggio del Centro e Sud America per trovare un modo per arginare la caduta dei prezzi.

Ma la corsa è già volta al termine sui mercati, come peraltro avevano anticipato diversi analisti – secondo cui la fase negativa per il petrolio non è finita, con i prezzi che non hanno ancora toccato il fondo. Anche se hanno limato le perdite negli ultimi minuti, i contratti principali sulla materia prima sono sempre in calo, di quasi un punto percentuale al momento. Il contratto WTI cede lo 0,92% a $37,55 al barile, mentre il Brent è in flessione del -0,59% a quota $40,60.

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Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.

26/06 · 14:50
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Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.

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La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.

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