Petrolio in rialzo per incendio Canada e addio ministro petrolifero Arabia
Sul fronte delle materie prime, focus sul trend dei prezzi del petrolio, che sono arrivati a salire anche +2% nelle ultime ore, sulla scia delle conseguenze che l’incendio devastante che ha colpito il Canada sta avendo sulla produzione del paese e dopo la sorpresa arrivata dall’Arabia Saudita, dove è finita l’era del ministro petrolifero veterano Ali al-Naimi.
al-Naimi, che ha ricoperto il ruolo a partire dal 1995, e le cui dichiarazioni hanno provocato spesso tumulti sui mercati petroliferi, sarĂ sotituito da Khalid al-Falih, al momento presidente del gigante petrolifero saudita Saudi Aramco, per cui ha lavorato per piĂą di 30 anni.
Timori intanto per l’offerta di petrolio dal Canada: l’incendio ha rifotto finora la produzione giornaliera di 1 milione di barili, 1/3 della produzione del paese. E gli esperti ritengono che ci vorranno mesi prima che l’incendio venga domato.
Al momenti, il contratto WTI Crude scambiato a New York è solido sopra la soglia di $45, così come il Brent.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.