Petrolio: il manifatturiero cinese spinge i prezzi ai massimi di cinque mesi
Ai massimi di quasi cinque mesi i prezzi del petrolio che oggi sono saliti sostenuti dai dati economici cinesi più stabili che hanno attenuato le preoccupazioni della domanda, insieme alla possibilità di ulteriori sanzioni contro l’Iran e ulteriori blackout in Venezuela.
Il Brent ha guadagnato 15 centesimi, salendo dello 0,2% a 69,16 dollari al barile dopo aver toccato i 69,50 dollari, il livello più alto da metà novembre. I futures sul WTI sono aumentati di 14 centesimi, ovvero dello 0,2 percento, a 61,73 dollari al barile, dopo essere saliti sopra i 62 dollari per la prima volta dall’inizio di novembre. I dati positivi delle due maggiori economie del mondo, Stati Uniti e Cina soprattutto (il settore manifatturiero cinese inaspettatamente tornato alla crescita per la prima volta in quattro mesi nel mese di marzo) hanno sostenuto i prezzi.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.