Petrolio continua a perdere terreno,

16 Aprile 2018, di Daniele Chicca

I contratti sul petrolio continuano a cedere terreno con i mercati che scommettono che l’attacco di Usa, Francia e Regno Unito in Siria sia stato un una-tantum per mandare un avvertimento al governo di Bashar al-Assad sostenuto da russi e iraniani e non il sintomo di un’escalation della guerra per procura. Il mercato del petrolio risponde con più decisione rispetto all’azionario alle dichiarazioni di Trump secondo cui la “missione è compiuta” in Siria.

Dal punto di vista tecnico la violazione al rialzo di quota $66,66 (i massimi di gennaio) avrebbe dovuto spingere ulteriormente su i prezzi e invece le quotazioni, complice la distensione geopolitica, si sono mossi in ribasso verso la parte bassa della trendline di supporto (vedi grafico).