Petrolio affonda fino a -4%, KO anche i titoli oil di Piazza Affari
Prezzi del petrolio in deciso calo anche oggi, con la conferma della debolezza evidenziata già la scorsa settimana sulla scia al rafforzamento del dollaro USA e all’intensificarsi dei timori per l’avanzata della variante Delta che potrebbe rallentare la ripresa globale della domanda di carburante.
Il Brent segna -3,5% a 68,07 dollari; peggio fa il West Texas Intermediate (WTI) a -4% in area 65,5 dollari dopo essere crollati entrambi di quasi il 7% la scorsa settimana nel loro calo settimanale più ripido in nove mesi.
Debolezza del petrolio che pesa oggi sul settore energetico di Piazza Affari. Il trio formato da Tenaris (-0,93%), Saipem (-0,16%) ed ENI (-0,80%) viaggia nelle retrovie del Ftse Mib.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo