10:40 lunedì 30 Maggio 2016

Pensioni, sottosegretario Nannicini: “Flessibilità non può essere gratis”

ROMA (WSI) – Parla a tutto campo della riforma previdenziale in arrivo e del nuovo strumento oggi al vaglio dei tecnici, l’Ape, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini, in un’intervista a La Stampa.

Il sottosegretario cerca di spiegare a penna come funzionerà l’Ape, il prestito pensionistico al quale lavora da settimane e alla domanda sul perché il governo abbia deciso di rimettere mano alle pensioni, Nannicini afferma:

Nonostante i molti interventi siamo ancora dentro ad una transizione. La responsabilità principale è della riforma Dini, la quale ha reso troppo lungo il passaggio al sistema contributivo: basti dire che solo dopo il 2035 il cento per cento di chi uscirà dal lavoro lo farà con una pensione interamente contributiva. La riforma Fornero ha messo in sicurezza il sistema, ma ha introdotto una fortissima rigidità in uscita. Quella fu l’inevitabile conseguenza dei problemi creati dalla lunga transizione della Dini”.

Il sottosegretario scende anche un po’ nei particolari e individua le tre categorie di soggetti che potranno chiedere di lasciare il lavoro in anticipo.

“Chi ha necessità di andare in pensione perché ha perso il lavoro e non riesce a trovarne un altro, chi preferisce andare prima e per questo accetta una penalizzazione, infine chi lavora in un’azienda che ha necessità di una ristrutturazione. Sia chiaro: sono tre obiettivi importanti e dignitosi, ma non possono costare sette miliardi di euro in un anno. Le risorse servono per la crescita (…) di certo la flessibilità non può essere gratis. Se lei mi chiede qual è il prezzo giusto, io le rispondo che tutto dipende da chi la chiede e qual è l’obiettivo per cui la si concede”.

 

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