Pensioni e Ape, Nannicini: per previdenza 7 miliardi, più dei 6 annunciati

17 Ottobre 2016, di Laura Naka Antonelli

Tommaso Nannicini, sottosegretario alla Presidenza, commenta in una intervista rilasciata al Corriere della Sera i contenuti della manovra relativi alla previdenza e all’Ape, l’anticipo pensionistico, e ribatte alle accuse della Cgil.

“Sulla previdenza ci saranno 7 miliardi, quindi più dei 6 annunciati. E anche la Cgil, condivide sei misure: cumulo, precoci, usuranti, penalizzazioni, 14esima, no tax area, mentre esprime riserve su due, Ape e Ape sociale. Se decidesse di parlare solo di queste due, le motivazioni sarebbero politiche più che di contenuto. Abbiamo dato risposte promuovendo equità e flessibilità, senza mettere a repentaglio i conti pubblici”.

All’osservazione sul fatto che la Cgil critica la soglia dell’Ape sociale, cioè i 30 anni di contributi richiesti ai disoccupati e i 36 ai lavoratori delle attività gravose, e all’osservazione del giornalista che sottolinea che “è difficile trovare un edile che abbia 36 anni di contributi regolari”, Nannicini replica:

“Nel verbale coi sindacati c’è scritto che l’Ape sarebbe andata a chi aveva diritto a una pensione “di importo non inferiore a un certo limite”. Si parlava di 800-850 euro. Mettere il limite sui contributi è però più equo, perché agevola chi ha carriere lunghe ma redditi bassi. E per il limite di 36 anni, mutuato da quello per gli usuranti, varranno i periodi in ammortizzatori e disoccupazione, tutelando così le carriere discontinue”.

In generale Nannicini mette in rilievo che, con la manovra e le misure sulla previdenza,

circa 35mila persone all’anno rientreranno nell’Ape sociale” e anche “circa 25mila” lavoratori precoci “all’anno” potranno uscire dopo i 41 anni.