Panetta (Bankitalia): “Dal 2011 a oggi crescita sotto livelli pre-crisi”
ROMA (WSI) – Sulla crescita in Italia gli istituti di ricerca sono stati troppi ottimisti. A dirlo Fabio Panetta, vicedirettore generale di Bankitalia, nel corso del convegno dal titolo “Obbligati a crescere”.
Panetta ha sottolineato che dal 2001 ad oggi la crescita dell’Italia sia stata al di sotto dei livelli pre-crisi.
“La debolezza della ripresa dipende soprattutto dai bassi investimenti. Il suo contributo alla ripresa rimane modesto, mezzo punto l’apporto al Pil, rispetto agli 8 decimi delle media europea e di 1,5 punti in Spagna. I segnali di ripresa stentano a tradursi in un atto di fiducia, quale l’investimento è, sul futuro della nostra economia”.
Il vice dg di Banca d’Italia ha poi espresso la sua ricetta per uscire dall’impasse.
“E’ necessario proseguire una politica orientata allo sviluppo, in particolare alleggerendo ulteriormente il peso delle imposte sui fattori della produzione. Pur nell’ambito dello spazio di manovra ridotto in cui la politica di bilancio si trova oggi ad operare (…) Aumentare la crescita potenziale in Italia è possibile, il ritorno all’accumulazione ne è la chiave”.
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Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play