Padoan difende Consob e Vegas. M5S: “Stop a teatrino”
Pier Carlo Padoan, ministro delle Finanze, non se la sente proprio di chiedere la testa di Giuseppe Vegas, numero uno della Consob, per il caso delle perdite subite dai detentori dei obbligazioni subordinate e delle azioni delle quattro banche salvate in extremis dal governo italiano (ovvero Banca Marche, Banca Etruria, Carife e Carichieti).
Rispondendo alla Camera nel corso del question time, Padoan ricorda infatti che la Consob è una autorità indipendente. Il ministro, in risposta all’interrogativo di Laura Castelli, deputata del M5S, che gli chiede perchè gli scenari probabilistici relativi ai rischi di default non siano stati inclusi nei prospetti dei bond subordinati delle stesse banche, afferma che tale inserimento non corrisponde a un obbligo informativo.
Nelle condizioni attuali, tale inserimento è di fatto solo “un elemento informativo supplementare per gli strumenti più illiquidi e più complessi”, sottolinea il ministro, aggiungendo che “l’Italia è stata sempre in linea con le normative Ue” riguardo ai temi che riguardano la protezione del risparmio.
Intanto i deputati del M5S Catelli a Carla Ruocco denunciano:
“Stop a questo teatrino. Il governo accompagni Vegas fuori dalla porta della Consob o comunque segnali all’autorità giudiziaria i possibili profili di violazione delle norme di legge. Non ci si può nascondere dietro l’alibi dell’indipendenza dell’authority. Essa non può essere considerata autonoma solo quando conviene”.
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Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.