Osborne: “Con Brexit aumenti tasse e tagli spesa pubblica”
LONDRA (WSI) – Si avvicina il 23 giugno, il giorno del referendum sulla Brexit e la tensione sale. L’ultimo a schierarsi a favore del No all’uscita della Gran Bretagna dall’Ue è il cancelliere dello scacchiere di Londra George Osborne secondo cui se i britannici scegliessero l’uscita dall’Unione europea al referendum della prossima settimana provocherebbero un taglio della spesa pubblica e aumenti delle tasse.
“Lasciare la Ue avrebbe un impatto sugli investimenti, colpirebbe le famiglie e danneggerebbe l’economia britannica. Avrei la responsabilità di tentare di recuperare la stabilità delle finanze pubbliche e questo significherebbe un budget d’emergenza nel quale dovremmo aumentare le tasse e ridurre la spesa”.
Lo scenario Brexit secondo Osborne causerebbe un buco da 30 miliardi di sterline nei conti pubblici con la necessità di dover alzare l’aliquota minima dell’imposta sui redditi e le spese per i servizi tra cui la sanità pubblica verrebbe ridotta. A sostenere le parole di Osborne anche l’ex ministro delle finanze. Alistair Darling che si dichiara più preoccupato ora rispetto alla crisi del 2008.
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Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.