Oro: ultima volta che hedge fund erano così ribassisti prezzi hanno preso il volo
L’ultima volta che le posizioni short dei fondi hedge erano così numerose, l’oro ha messo a segno un gran bel rimbalzo. L’oro sta vivendo un momento difficile: attraversa infatti la fase ribassista più pesante dell’anno. Ma il fatto che i fondi hedge scommettano che i prezzi siano destinati a scendere ancora potrebbe in realtà essere un buon segno per i rialzisti. Venerdì l’oro ha registrato la quinta settimana consecutiva in rosso per la striscia negativa più lunga da dicembre. Quello che è maggiormente interessante, però, è cos’è successo subito dopo (vedi grafico qui sotto).

A giudicare dalla performance dell’oro le ultime due volte che i fondi hedge hanno assunto una posizione tanto ribassista, la sensazione è che i protagonisti della cosiddetta ‘smart money‘ potrebbero avere una cattiva sorpresa. Come osserva Bloomberg, le banche centrali mondiali, tra cui la Fed, si apprestano a staccare la spina ai bazooka monetari e questo ha contribuito ad aumentare le puntate ribassiste sull’oro: tanto che hanno raggiunto il livello più alto in quasi 28 mesi.

Breaking news
STM annuncia ricavi netti di 3,49 miliardi di dollari nel secondo trimestre 2026, con un margine lordo del 34,8%. Il reddito operativo raggiunge i 187 milioni di dollari. Le previsioni per il terzo trimestre indicano un aumento dei ricavi a 3,70 miliardi di dollari e un margine lordo del 37%.
Apertura contrastata a Wall Street. Oggi, all’avvio delle contrattazioni, il Dow Jones Industrial Average ha segnato +0,46%, mentre il Nasdaq Composite ha perso 65,06 punti, pari allo 0,25%, a 25.772,14. Apertura lievemente in positivo per lo S&P 500, in aumento dello 0,03%.
Nella settimana del 17 luglio, le richieste di mutuo negli Stati Uniti hanno registrato un incremento dell’1,9%, secondo la Mortgage Bankers Association. Nonostante il calo del 2,4% nelle richieste di rifinanziamento, le nuove domande sono aumentate dello 0,5%, mentre i tassi sui mutui trentennali sono saliti al 6,69%.
Eni ha acquisito oltre 4,6 milioni di azioni proprie sul mercato Euronext Milan, rappresentando lo 0,15% del capitale sociale. Questo fa parte della seconda tranche del programma di buyback, volto a offrire un rendimento aggiuntivo agli azionisti oltre ai dividendi. Con l’acquisto, Eni possiede ora il 4,16% delle azioni proprie.