Olimpiadi a rischio: Russia ha dopato 312 atleti con aiuto dello Stato

19 Luglio 2016, di Alberto Battaglia

Il dossier dell’Agenzia mondiale antidoping (Wada), presentato ieri, indica senza possibilità di equivoci che la Russia ha dopato i propri atleti con la copertura dello Stato in diversi tornei internazionali a partire dalle Olimpiadi invernali di Vancouver 2010; l’uso di sostanze proibite, infatti, sarebbe andato oltre l’atletica leggera (già fuori dalle Olimpiadi di Rio di quest’anno). Sono in tutto 312 gli atleti coinvolti nel complesso delle diverse competizioni: oltre a Vancouver, risultano truccate anche le partecipazioni a Londra 2012, ai Mondiali di atletica di Mosca 2013 e a quelli di nuoto di Kazan 2015.
Confermate dunque le denunce dell’ ex direttore del laboratorio antidoping russo, Grigory Rodchenkov, rifugiatosi negli Stati Uniti dopo la morte sospetta di due colleghi. Secondo quanto raccontato da Rodchenkov al sistema di sparizione delle provette positivi nessuno del personale di laboratorio poteva sottrarsi. Nel periodo compreso fra 2012 e 2015 le prove del doping sono state eliminate in 643 casi e l’89% dei test positivi sono stati alterati per dare esito negativo.