Nomura pronta a 1.000 tagli al personale, sfoltisce in Europa e Usa
Nomura, dopo anni di risultati deludenti, sta pianificando la chiusura di alcune operazioni in Europa nell’ottica del risparmio dei costi. Lo ha dichiarato a Bloomberg una fonte che ha richiesto di rimanere anonima.
Nomura ha confermato questo tipo di razionalizzazione sia in agenda sia nel Nuovo che nel Vecchio Continente. La società giapponese dovrebbe chiudere le divisioni destinate alle vendite, alle attività di trading e ricerca sul mercato azionario per quanto riguarda l’Europa.
Nomura fornirà i dettagli della riorganizzazione il 27 aprile assieme alla diffusione dei risultati, si parla, comunque, di mille posti di lavoro a rischio.
Per Nomura le operazioni europee e nordamericane sono state segnate dalle perdite sin dal 2010 senza alcuna interruzione. La notizia della riorganizzazione è stata ricevuta con favore dal mercato che ha premiato il titolo Nomura, con un balzo +7,43%.

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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo