Mps, Coop chiede 137 milioni di danni per prospetti falsi
Coop Centro Italia, una delle grandi cooperative aderenti a Coop Italia, e la controllata Coofin srl hanno chiesto 137,1 milioni di danni complessivi a Mps, unitamente a Consob, “assumendo essenzialmente la falsità dei prospetti informativi” degli aumenti di capitale fatti nel 2008, 2011 e 2014. È quanto si legge nella relazione semestrale Mps, dove emergono altre richieste danni all’istituto per 97 milioni (da 125 soci) e per 49 milioni (in 12 diverse cause).
Compare anche la società incaricata della riscossione tributaria in Sicilia (Riscossione Sicilia) fra quelle che puntano a un risarcimento da Mps, di 106,8 milioni. Citata a Palermo, alla banca senese vengono contestate “le previsioni contrattuali inerenti” la cessione a Riscossione Sicilia della partecipazione già detenuta dalla banca in Monte Paschi Serit spa, e “chiede ora la condanna della Banca a titolo di responsabilità contrattuale per asserite sopravvenienze passive di Monte Paschi Serit spa/Serit Sicilia spa”.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo