Mps bene in Borsa dopo ‘aiuto nei limiti’ di UniCredit. AD Bastianini: ‘post ristrutturazione può stare bene anche sola’

14 Dicembre 2021, di Redazione Wall Street Italia

Titolo Mps in solido rialzo, sale alle 10:30 circa del 2%, all’indomani delle dichiarazioni che sono state rilasciate sia dall’AD Guido Bastianini che dal ceo di UniCredit Andrea Orcel.

Entrambi hanno parlato al 126esimo Consiglio Nazionale della Fabi.

“Per me è estremamente importante che il Monte dei Paschi abbia molto successo, più successo ha e meno problemi ci sono per altri, se possiamo aiutare nei limiti del nostro ruolo lo faremo”, ha sottolineato l’AD di UniCredit, dopo il flop delle trattative con il Tesoro, maggiore azionista del Monte dei Paschi di Siena con una partecipazione pari al 64%, sono naufragate ufficialmente il 24 ottobre scorso.

Orcel ha ricordato che “con Mps eravamo a un bivio, si poteva non fare nulla oppure fare quello che è stato fatto, discutere con la controparte per un percorso che funzionava per entrambi. C’è stato un tentativo di farlo funzionare, ma nel percorso ci siamo resi conto che alcuni ostacoli erano difficili da sormontare, in modo costruttivo ne abbiamo preso atto e ci siamo separati”.

Detto questo, lo spacchettamento (dunque lo spezzatino di Mps) non deve essere per forza la soluzione. La nostra soluzione andava a prendere l’intera banca commerciale”.

“Se ci interessa la parte assicurativa? Abbiamo altri partner”, ha chiarito Orcel.

Dal canto suo il numero uno di Mps, Guido Bastianini, ha affermato che “tutto il management e tutto il cda sta lavorando su un aggiornamento importante del Piano industriale per rivedere il perimetro del gruppo e cercare di lasciare al suo interno le componenti effettivamente redditizie”, aggiungendo che l’aggiornamento del piano arriverà a breve.

Riguardo al tema del risiko tra le banche, l’ad ha sottolineato che, una volta terminato il processo di ristrutturazione in corso, Mps “può stare in piedi anche da sola, che non vuol dire che non si possa andare verso ipotesi di integrazione” ma piuttosto valutare queste ipotesi partendo da “una posizione molto più solida rispetto a quella che si pensava qualche tempo fa’.