Turchia potrebbe essere costretta a controlli sui capitali
Quella che in Turchia possano essere introdotti i controlli sui movimenti dei capitali è una “possibilità reale”: lo ha detto a Bloomberg l’investitore Mark Mobius, veterano dei mercati emergenti (ex Franklin Templeton Investments) . Il controllo sui capitali impedirebbe agli investitori esteri di recuperare, in via temporanea, i propri investimenti nel Paese: si tratterebbe di una misura d’emergenza per evitare che la crisi valutaria possa ulteriormente aggravarsi.
Allo stesso tempo, ha dichiarato Mobius, “se la Turchia fosse costretta a chiudere la finestra degli scambi con l’estero, in modo tale che gli investitori stranieri non passano uscire, sarebbe un brutto, brutto esempio per gli altri mercati emergenti”.
“Come sapete in passato, durante le crisi asiatiche la Malaysia l’ha fatto ed è stata una pessima notizia”, ha aggiunto Mobius.
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Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.