Mercati, il Bitcoin si avvicina alla croce della morte tecnica: cosa significa
Dal punto di vista dei grafici il Bitcoin si avvicina alla croce della morte. Dopo che i prezzi, in seguito a un calo del 60% in appena tre mesi di tempo, sono scesi sotto quota 8mila dollari, per gli investitori è giunto il momento di preoccuparsi seriamente, almeno a giudicare dai grafici.
Quando la media a breve termine (quella mobile a 50 giorni) scende sotto la media a lungo termine (a 200 giorni), indice di un momento di difficoltà estremo per l’asset di riferimento, si parla di croce della morte. Nello specifico il termine viene utilizzato dagli analisti tecnici per illustrare un segnale ribassista futuro.
Nel caso del Bitcoin, la media a 50 giorni è già scesa sotto quella a 100 giorni. Faranno attenzione all’andamento delle prossime sedute gli ottimisti del settore crypto e gli speculatori, in quanto potrebbe presto presentarsi un ghiotto punto di ingresso.

Breaking news
Wall Street apre positiva, grazie anche agli ottimi risultati trimestrali di Micron Technology. All’avvio delle contrattazioni odierne, il Dow Jones sale dello 0,70% a 52.226,35 punti, il Nasdaq avanza dello 0,93% a 25.703,90 punti e lo S&P 500 mette a segno un aumento dello 0,79% a 7.411,16 punti.
Il Bureau of Economic Analysis ha rivisto al rialzo la crescita del PIL statunitense per il primo trimestre del 2026, portandolo al 2,1% su base trimestrale. L’inflazione misurata attraverso il PCE price index è salita al 4,1% annuo. Questi dati dimostrano una ripresa piĂą robusta rispetto alle previsioni iniziali.
Negli Stati Uniti, le richieste di sussidi di disoccupazione sono scese piĂą del previsto, con una diminuzione di 12.000 unitĂ nella settimana terminata il 20 giugno. Questo dato ha superato le aspettative del mercato, che prevedeva un calo a 223.000 richieste. Le cifre mostrano un aumento nel numero complessivo dei beneficiari.
JPMorgan Chase riorganizza la prima linea manageriale e nomina Jenn Piepszak nuova Chief Operating Officer. La manager assume il ruolo di numero due della maggiore banca statunitense, prendendo il posto di Daniel Pinto, che lascerà il gruppo alla fine del 2026 dopo oltre quarant’anni di carriera interna