Steve Bannon, mente dietro a Trump: “Andremo in guerra con la Cina”
L’attuale chief strategist della Casa Bianca, Steve Bannon, è convito che una guerra con la Cina nei prossimi dieci anni sia inevitabile “senza alcun dubbio”. E’ quanto scriveva nel marzo 2016 dalle colonne del suo sito ultraconservatore Breitbart News, citando le tensioni nel Mar meridionale cinese come scintilla che avrebbe fatto esplodere il conflitto. A mettere assieme queste memorie è il Guardian che sottolinea come le tensioni con la Cina non siano forti solo sul piano commerciale. Nel giorno dell’inaugurazione di Trump un messaggio dal sito dell’Esercito della liberazione del popolo aveva avvertito che “una guerra entro il mandato presidenziale o una guerra pronta a irrompere stanotte non sono solo slogan, ma una realtà pratica”.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.