Mediaset debole in Borsa. Via libera Antitrust per acquisizione Finelco
MILANO (WSI) – Sessione debole a Piazza Affari per il titolo Mediaset che, dopo aver perso terreno nelle precedenti battute, recupera alle 11.30 ora italiana con un rialzo +0,57%, a 3,906 euro.
Venerdì scorso l’Antitrust ha dato via libera all’acquisizione da parte della società Rti Reti Televisive Italiane, controllata da Mediaset e appartenente al gruppo Fininvest, del gruppo Finelco di cui fanno parte Radio Montecarlo, Radio 105, Virgin Radio.
Un’acquisizione però condizionata che prevede l’obbligo del rilascio dei contratti per la gestione pubblicitaria di Radio Italia e Radio Kiss Kiss, alla loro naturale scadenza. Inoltre non ci sarà più l’obbligo di acquisire nuovi contratti o nuove radio fino al 2020. Secondo gli analisti di Equita che assegnano un rating “buy”, l’operazione per Mediaset potrà essere positiva.
“Potrà acquisire tre fra le prime 15 radio nazionali in termini di audience, e far leva su sinergie di marketing e promozione con la TV per migliorarne la bassa redditività”.
Breaking news
Le richieste di mutuo negli Stati Uniti continuano a diminuire, con un calo del 2,5% nell’ultima settimana di maggio. Mentre le nuove domande restano stabili, le richieste di rifinanziamento scendono ulteriormente. I tassi sui mutui trentennali sono in discesa, secondo la Mortgage Bankers Association.
Le vendite di veicoli elettrici Tesla, prodotti nella Gigafactory di Shanghai, hanno registrato un incremento del 39,4% a maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo aumento si inserisce in un contesto di ripresa del mercato cinese dei veicoli elettrici, con altre aziende come BYD e Leapmotor che mostrano anch’esse significative crescite.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente, che hanno smorzato l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. L’indice Hang Seng scende dell’1,56%, mentre a Shanghai e Shenzhen si registrano lievi rialzi.
L’Ocse prevede un’accelerazione dell’inflazione in Italia al 3% nel 2026, influenzata dallo shock energetico causato dalla guerra in Iran. Il rapporto Economic Outlook di giugno evidenzia un incremento dall’1,6% del 2025, mentre per il 2024 si attende un avvicinamento al target del 2,2%.