Moscovici non esclude conseguenze dopo peggioramento stime su Pil
Dopo la revisione al ribasso del Fmi sulla crescita prevista per il 2019 in Italia e nell’Eurozona, il commissario Ue agli Affari Economici, Pierre Moscovici, ha deciso di prendere tempo. In risposta ai reporter che gli avevano domandato di una possibile limatura anche per le stime della Commissione europea, Moscovici ha dichiarato: “Non posso prevedere” la nuova previsione sul Pil per l’Italia, ma “di solito le nostre stime non sono molto diverse da quelle delle altre istituzioni internazionali, e dovremo valutare le conseguenze nel caso di peggioramento”. Lasciando aperta la possibilità che, mutate le condizioni della crescita, la manovra approvata a fine anno possa rivelarsi non più compatibile con i target europei.
Le stime europee d’autunno avevano attestato una crescita dell’1,2% per l’Italia, mentre il Fmi ha abbassato pochi giorni fa l’asticella allo 0,6%, così come Bankitalia.
Il ministro delle Finanze Tria ha spiegato che la variazione congiunturale non è in grado di alterare, per definizione il deficit strutturale, sul quale poggia l’accordo con la Commissione Ue: “Escludo una manovra correttiva legata al rallentamento della crescita. Il nostro obiettivo concordato con l’Ue è sul deficit strutturale, che non tiene conto dell’andamento dell’economia”.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.