M5S: votata l’espulsione della senatrice Fucksia

29 Dicembre 2015, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Con un referendum on line il Movimento 5 stelle ha votato l’espulsione della senatrice Serenella Fucksia, con l’accusa di non aver restituito parte dell’indennità da parlamentare come i suoi colleghi pentastellati. A votare l’espulsione della parlamentare grillina è stato il 92,6 degli iscritti certificati  pari a 24.667 voti, come informa Beppe Grillo dal suo blog.

“Chi non restituisce parte del proprio stipendio come tutti gli altri non solo viola il codice di comportamento dei cittadini parlamentari MoVimento 5 Stelle, ma impedisce a giovani disoccupati di avere ulteriori opportunità di lavoro oltre a tradire un patto con gli elettori. Ogni mese i parlamentari del M5S si tagliano lo stipendio e donano quei soldi a un fondo per far partire nuove imprese e quindi nuovi posti di lavoro in Italia. A differenza di tutti gli altri suoi colleghi, la senatrice Serenella Fucksia non ha ancora restituito le eccedenze degli stipendi di aprile, maggio, giugno, luglio, agosto, settembre 2015, così come richiesto dallo Staff e nonostante i diversi solleciti inoltrati”.

La senatrice marchigiana ora ha un mese di tempo per decidere se ricorrere al comitato d’appello, come prevede il regolamento interno, ma respinge tutte le accuse. “La rendicontazione è una scusa” – dice la senatrice – “ il motivo della richiesta di espulsione nei miei confronti è molto più becero. C’è una lotta di potere in corso e si è trovata questa scusa per parlare di altro, per non affrontare il problema. Ma questo modo di comportarsi non fa onore al Movimento, è un altro autogol”. Critico il Partito Democratico che accusa Grillo di comportamento dittatoriale.