Lo yuan tiene dopo il sell-off grazie all’intervento della Pboc
Lo yuan cinese sta resistendo sul dollaro quest’oggi dopo che, secondo alcune voci raccolte da Reuters, la banca centrale della Cina è intervenuta a sostegno del cambio.
“È abbastanza ovvio che la banca centrale sia intervenuta nel mercato attraverso grosse banche e fondi cinesi in mattinata e il che il trading era molto attivo”, ha dichiarato un trader di una banca cinese a Shanghai. Nel sell-off di ieri lo yuan si è sensibilmente indebolito chiudendo a 6,533 per dollaro, ma stamattina la moneta cinese ha ripreso quota ed è attualmente scambiata a 6,521.
Le cose vanno diversamente nel mercato valutario offshore dello yuan, un mercato in cui la banca centrale è assai meno zelante e nel quale lo yuan ha toccato le 6,644 unità per dollaro.
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Ieri la società ha annunciato di essersi aggiudicata un nuovo contratto onshore per il progetto Uthmaniyah Gas Compression Plant in Arabia Saudita
Wall Street apre in positivo, ignorando le tensioni tra Stati Uniti e Iran e i dati sull’inflazione all’ingrosso. Le minacce di Trump verso l’Iran non scoraggiano i mercati, mentre i dati sull’inflazione superano le aspettative. Il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq registrano guadagni, mentre il prezzo del petrolio WTI sale leggermente.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle tensioni tra USA e Iran e delle vendite nel settore tecnologico. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende per la settima sessione consecutiva. Alibaba e altre piattaforme tecnologiche sono sotto esame per pubblicità ingannevoli legate al Festival dello shopping ‘618’.
La Borsa di Tokyo ha chiuso piatta dopo una sessione mattutina volatile, segnata dalle tensioni tra Usa e Iran e dall’aumento dei prezzi del petrolio. L’indice Nikkei ha recuperato, chiudendo in lieve rialzo, mentre il Topix ha registrato una leggera flessione.