L’Italia rimane il paese con la vita lavorativa più breve in Ue
Nonostante l’ampliamento dell’età pensionabile introdotto con la riforma Fornero del 2012, la vita lavorativa degli italiani resta tra le più basse in Europa e la più breve in tutta l’Unione Europea. Visto anche l’andamento a rilento della crescita del Pil, se ne deduce che l’efficacia e produttività sul posto di lavoro degli italiani non regge il passo con il resto d’Europa.
Lo rivela un rapporto stilato da Eurostat che ha preso in esame la vita lavorativa media nei diversi paesi Ue. Tra il 2005 e il 2015 l’Italia non solo rimane quello in cui si lavora il minor numero di anni (30,7 anni, contro la media Ue di 35,4), ma anche quello che ha registrato la crescita della vita lavorativa più bassa nell’ultimo decennio (+1,1 anni a fronte di una media nell’Unione Europea del +1,9).
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Wall Street apre in rialzo dopo l’annuncio di un accordo per porre fine alla guerra tra Stati Uniti e Iran. La cerimonia ufficiale si terrà venerdì in Svizzera. I principali indici azionari statunitensi registrano guadagni significativi. Gli investitori attendono dati economici e la riunione della Federal Reserve.
La produzione industriale negli Stati Uniti ha registrato un leggero aumento dello 0,1% a maggio, secondo i dati della Federal Reserve. Questo incremento, inferiore alle attese dello 0,3%, porta l’indice a 102,6 punti. Rispetto all’anno precedente, la produzione è cresciuta dell’1,7%. Il settore manifatturiero ha visto un aumento dello 0,7%, mentre il minerario è salito dell’1,3%. Le utilities hanno invece subito un calo dello 0,4%.
TheFork, la nota piattaforma per la prenotazione online di ristoranti, passa da TripAdvisor ad American Express. La transazione, dal valore di 700 milioni di dollari, rientra nella strategia di espansione di American Express nel settore della ristorazione, seguendo le precedenti acquisizioni di Resy e Tock. Si prevede che l’accordo si concluda entro il 2026, ampliando il network di ristoranti prenotabili a circa 75.000.
L’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran ha spinto al rialzo i mercati asiatici, con un calo del prezzo del petrolio che ha incentivato gli investitori. L’indice Hang Seng di Hong Kong ha registrato un incremento dello 0,5%, mentre la Borsa di Shanghai ha chiuso con un aumento dell’1,61%.