11:13 venerdì 19 Novembre 2021

Le sette sorelle Big Tech dettano legge a Wall Street, ecco il loro peso monstre sul Nasdaq

Nuovi massimi di sempre per Wall Street che non sembra preoccuparsi delle crescenti pressioni inflettive e del rischio di una quarta ondata Covid. L’acuirsi delle tensioni sul fronte Covid al momento sembra riguardare principalmente l’Europa, a partire dalla Germania (ieri record di contagi oltre quota 65mila e la Merkel che ha parlato di situazione ‘drammatica‘). 

Ieri sera Nasdaq e S&P 500 hanno chiuso sui nuovi livelli recordi. Per l’S&P 500 è il 66° record quest’anno – solo nel 1995 si erano viste più giornate da record per l’indice guida della Borsa di New York. I prossimi sette mesi potrebbero vedere l‘S&P 500 spingersi fino a 5.200 punti in un ambiente di riduzione dello stimolo monetario e sovraperformance delle società cicliche, secondo Mark Haefele, chief investment officer di UBS Global Wealth Management.

Ieri una sponda all’ottimismo è arrivata dall’indice Philly Fed, che ha stracciato le attese con i nuovi ordini ai massimi dal 1973 (+16,6% a +47,4). “Vediamo le altre survey nei prossimi giorni, compresi gli ISM, ma in effetti sembra evidente come l’economia USA sia rimbalzata forte, dopo il modesto rallentamento estivo. Su questo il mercato azionario un po’ di ragione ce l’ha”, argomenta Giuseppe Sersale, Strategist di Anthilia Capital Partners Sgr, che pone l’accento sul fatto che il rally non è così generalizzato.

Sul Nasdaq 100 – balzato ieri di oltre l’1% – sono stati 50 i titoli in positivo e 50 quelli in negativo. E a trainare sono i soliti nomi, Apple (3,15%), Amazon (+4,6%), Nvidia (+10,6%) e Google (+1,5%). “Domani scadono le opzioni, scommettiamo che questi sono i nomi più gettonati?”, asserisce Sersale che vede l’attuale fase del Nasdaq Il Nasdaq 100 avere una conformazione grafica già vista tra Ottobre 2020 e Aprile 2021, con un rally di quasi 4 mesi, una correzione, un nuovo massimo con piccolo consolidamento, al quale dovrebbe seguire, se la roadmap è valida un’altra fase correttiva.

I primi sette titoli del Nasdaq 100 (Microsoft, Apple, Amazon.com, Tesla, NVIDIA, Alphabet e Meta Platform) contano per oltre il 50% dell’intero indice.

 

 

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