Lavoro, Istat: è finita l’epoca del posto fisso
Gli occupati in Italia sono cresciuti ma il gap tra Nord e Sud resta molto, troppo rilevante. E nel 2025 il tasso di disoccupazione non sarà molto più basso di quello del 2010. I giovani si devono insomma rassegnare: l’epoca del posto fisso è ormai tramontata e per i giovani, dopo gli studi, ci sono soprattutto lavori a termine.
Lo sottolinea l’Istat nel suo rapporto annuale secondo cui “nel 2015 gli occupati sono 22,5 milioni, 186mila in più sull’anno (+0,8%). Malgrado la crescita sia per metà concentrata nel Mezzogiorno, i divari territoriali rimangono accentuati: risultano occupate oltre sei persone su 10 nel Centro-nord e quattro su 10 nel Mezzogiorno”.
L’aumento di occupazione, secondo i dati dell’Istat, “è più forte tra gli uomini (+1,1% rispetto a +0,5%) ma, in un confronto intertemporale più ampio, mentre le donne superano di 110mila unità il numero di occupate del 2008 gli uomini sono ancora sotto di 736mila”.
“Il tasso di occupazione degli uomini – aggiunge l’Istat – sale al 65,5% nell’ultimo anno (+0,8 punti sul precedente), mentre quello delle donne si attesta al 47,2%, +0,3 punti sull’anno ma circa 13 in meno della media Ue“.
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La borsa di Tokyo chiude in negativo, influenzata dalla frenata dei mercati internazionali nel settore tecnologico. L’indice Nikkei cala dello 0,88%, mentre il Topix scende dello 0,67%. Al contrario, l’indice sudcoreano Kospi registra un incremento del 3,26%, spinto dalla ripresa dei giganti dei chip di memoria Samsung e SK Hynix.
L’operazione si è conclusa attraverso la cessione di un veicolo societario verso il corrispettivo di 3,7 milioni di euro
Il corrispettivo della cessione è pari a 285 milioni di dollari su base debt-free/cash free e sarà pagato in denaro al perfezionamento dell’operazione
Aggiornamento sul programma trimestrale di emissione di titoli di stato a medio e lungo termine. A fine maggio 2026, il Mef ha annunciato di avere effettuato emissioni di titoli di Stato a medio-lungo termine per un importo nominale complessivo di circa 171,5 miliardi di euro