Lavoro, Istat: è finita l’epoca del posto fisso

20 Maggio 2016, di Daniele Chicca

Gli occupati in Italia sono cresciuti ma il gap tra Nord e Sud resta molto, troppo rilevante. E nel 2025 il tasso di disoccupazione non sarà molto più basso di quello del 2010. I giovani si devono insomma rassegnare: l’epoca del posto fisso è ormai tramontata e per i giovani, dopo gli studi, ci sono soprattutto lavori a termine.

Lo sottolinea l’Istat nel suo rapporto annuale secondo cui “nel 2015 gli occupati sono 22,5 milioni, 186mila in più sull’anno (+0,8%). Malgrado la crescita sia per metà concentrata nel Mezzogiorno, i divari territoriali rimangono accentuati: risultano occupate oltre sei persone su 10 nel Centro-nord e quattro su 10 nel Mezzogiorno”.

L’aumento di occupazione, secondo i dati dell’Istat, “è più forte tra gli uomini (+1,1% rispetto a +0,5%) ma, in un confronto intertemporale più ampio, mentre le donne superano di 110mila unità il numero di occupate del 2008 gli uomini sono ancora sotto di 736mila”.

“Il tasso di occupazione degli uomini – aggiunge l’Istat – sale al 65,5% nell’ultimo anno (+0,8 punti sul precedente), mentre quello delle donne si attesta al 47,2%, +0,3 punti sull’anno ma circa 13 in meno della media Ue“.