14:13 lunedì 4 Luglio 2016

La cinese Midea diviene primo azionista della tedesca Kuka

Nessuna pressione del governo tedesco è riuscito a impedirlo: il più grande azionista della compagnia di robotica Kuka AG sarà cinese, il Midea Group, che ha comunicato l’acquisto di una quota del 25,1% da Voith Gmbh per 1,2 miliardi di euro. Midea al termine dell’operazione avrà oltre il 30% delle azioni Kuka. Avevano espresso contrarietà all’affare del gruppo Midea sia la cancelliera Angela Merkel, nonché il ministro dell’Economia, Sigmar Gabriel, che aveva parlato di aumentare i poteri statali in protezione dei settori ritenuti strategici per l’economia. L’Hi-tech, in tale prospettiva, dovrebbe essere incluso fra questi. Secondo quanto comunicato a maggio dal presidente della Midea, Paul Fang, il piano della società è trasformare la linea manifatturiera con tecnologie robotiche che costerebbero il posto di lavoro a un quinto dei lavoratori della Kuka (divenendo così 80mila) entro il 2016.

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Eurozona, il costo del lavoro rallenta nel primo trimestre 2026: i dati Eurostat

Nel primo trimestre del 2026, il costo orario del lavoro nell’area euro è cresciuto del 3,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, come riportato da Eurostat. Questo incremento, inferiore rispetto ai trimestri precedenti, è suddiviso tra un aumento del 3,4% nei salari e stipendi e un 2,9% nei costi non salariali.

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Borsa di Tokyo: Nikkei supera per la prima volta i 70.000 punti, ma chiude a +0,13%

La Borsa di Tokyo ha visto il suo indice Nikkei superare per la prima volta i 70.000 punti, grazie a un clima di ottimismo generato dalla decisione della Banca del Giappone di aumentare il tasso di riferimento. Tuttavia, l’indice ha chiuso a 69.404,50 punti, segnando un leggero rialzo dello 0,13%.

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Annunciato un piano di investimenti da un miliardo di dollari in Italia nei prossimi cinque anni

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Cina: vendite al dettaglio -0,6% a maggio, domanda interna debole

Il rallentamento della spesa dei consumatori e degli investimenti in Cina ha raggiunto livelli mai visti dalla pandemia, con un calo delle vendite al dettaglio dello 0,6% rispetto all’anno precedente. Nonostante una crescita nella produzione industriale del 4,5%, trainata dalle esportazioni e dai settori tecnologici, la debole domanda interna minaccia un ulteriore rallentamento economico.

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