Istat: occupazione cala per prima volta in 5 trimestri, giù gli scoraggiati
L’Istat presenta il quadro del mercato del lavoro dell’Italia nel terzo trimestre. Dai suoi dati, risulta che nel periodo compreso tra aprile e giugno si è assistito un “affievolimento delle spinte alla crescita dell’occupazione e a una stabilizzazione della disoccupazione”. Ma, anche, al calo di inattivi e, all’interno di questa categoria, degli scoraggiati.
L’occupazione, considerata al netto degli effetti stagionali, si è attestata nel terzo trimestre dell’anno a 22 milioni 775 mila persone, in flessione rispetto al trimestre precedente: il calo è stato pari a -0,1%, ovvero di 14.000 occupati. E’ la prima frenata dell’occupazione, dopo cinque trimestri consecutivi di crescita.
Il tasso di occupazione è rimasto fermo al 57,3%, sintesi di una flessione per i 15-34enni (-0,3 punti percentuali), di una sostanziale stabilità per i 35-49enni (+0,1 punti), e di una lieve crescita per i 50-64enni (+0,2 punti).
L’andamento congiunturale del numero di occupati è il risultato di un aumento dei dipendenti (+66 mila, 0,4%), sia a tempo indeterminato sia a termine, più che compensato dal calo degli indipendenti (-80 mila, -1,5%).
Ma a scendere non è solo l’occupazione ma anche il numero degli inattivi. Stando ai dati dell’Istat, la flessione è stata di oltre mezzo milione.
Nel confronto tendenziale, la riduzione riguarda sia quanti vogliono lavorare (-212 mila le forze di lavoro potenziali, soprattutto tra le donne) sia la componente più distante dal mercato del lavoro (-316 mila tra chi non cerca e non è disponibile).
L’incidenza degli scoraggiati sugli inattivi di 15-64 anni cala inoltre dal 13,7% del terzo trimestre del 2015 al 12,8%
“Prosegue per il sesto trimestre consecutivo la riduzione degli scoraggiati (-198 mila in un anno), che in circa nove casi su dieci coinvolge le donne”.
Tuttavia, al calo dell’occcupazione corrisponde anche l’aumento della disoccupazione. Dopo quattro trimestri consecutivi di diminuzione, la stima dei disoccupati avanza a 2 milioni 808 mila unità (+132 mila in un anno, +4,9%), con una crescita più marcata tra le donne (+98 mila contro +34 mila degli uomini).
L’incremento riguarda il Centro (+41 mila) e soprattutto il Mezzogiorno (+123 mila nel raffronto tendenziale), ed è concentrato tra le persone in cerca di prima occupazione (+87 mila) e tra i giovani tra 25 e 34 anni (+93 mila). Anche il tasso di disoccupazione aumenta di più per le donne, i giovani 25-34enni e i residenti nel Mezzogiorno.
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